Matera è Capitale Europea della Cultura: intervista al Sindaco
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- Creato Domenica, 02 Novembre 2014 13:33
- Scritto da Dario D'Orta
Il 17 ottobre scorso la città di Matera è stata proclamata Capitale Europea della Cultura per il 2019, scelta in rappresentanza dell’Italia. Le altre candidate nostrane erano Siena, Ravenna, Perugia-Assisi, Lecce e Cagliari. L’altra Capitale culturale nel 2019 sarà la bulgara Plovdiv.
A Matera il percorso è nato nel 2008, contraddistinto dalla partecipazione giovanile e foriero di cambiamenti per la città e per la Basilicata, nel segno della cultura. Adesso la città sta già pensando ad affrontare nel migliore dei modi l’avvicinamento all’anno fatidico, con la consapevolezza che la nomina avvenuta pochi giorni fa costituisca “solo” una ulteriore tappa di un lungo cammino.
Per questo, ho voluto intervistare il Sindaco di Matera, Salvatore Adduce - che ringrazio vivamente per la disponibilità - per farmi raccontare il prima e il dopo 17 ottobre.
Qual è stata la prima sensazione provata appena ha saputo della scelta di Matera come Capitale della Cultura 2019?
Ho accolto questa notizia con grandissima gioia. Un’esperienza che non dimenticherò mai. Subito dopo ho abbracciato tutti gli altri sindaci delle altre cinque città entrate in short list. Mi sono commosso immaginando quei tantissimi cittadini lucani che in questi anni hanno voluto partecipare direttamente al cammino di questa candidatura. Quegli stessi cittadini che hanno percorso a piedi tutta la Basilicata per accogliere la giuria il giorno della visita a Matera, quelle stesse famiglie, bambini, anziani che il pomeriggio del 17 ottobre hanno atteso con pazienza e fiducia in piazza a Matera l’esito finale, festeggiando con bandierine e tante lacrime. Ecco, ho pianto, mi sono commosso come si sono commossi i tanti miei concittadini, consapevoli del grande lavoro svolto e delle tante opportunità che oggi si aprono per tutti.
Matera ha superato la concorrenza di altre importanti città italiane. Cosa ha facilitato a suo avviso questo risultato?
Crediamo che la giuria sia stata convinta dalla portata innovativa del nostro progetto che si è mosso saldamente su due fattori: la partecipazione di tutta la comunità lucana e la dimensione europea delle nostre proposte.
C’è qualche episodio che l’ha colpita dal punto di vista del coinvolgimento della popolazione nella fase di promozione della candidatura?
Negli ultimi mesi ho attraversato tutti i 131 comuni della Basilicata. Quello che mi ha colpito è lo straordinario sostegno che ho trovato dappertutto. E’ stato un viaggio molto emozionante, culminato con la visita della giuria a Matera, quando 200 cittadini sono arrivati a piedi da tutta la Basilicata per sostenere Matera 2019. E’ stato il momento culminante di una giornata durante la quale abbiamo portato i giurati a mettere le mani in pasta per preparare il pane di Matera e nelle case di famiglie materane per gustare le loro proposte culinarie.
E invece qual è stata la principale difficoltà affrontata in questo percorso?
E’ stata una sfida molto impegnativa perché ci ha costretto a cambiare positivamente il nostro approccio alla cultura. Il progetto che abbiamo costruito, infatti, non prevede un programma culturale basato su singoli eventi, ma su un programma orizzontale, aperto, basato su un forte protagonismo dei cittadini.
E’ complicato conciliare l’impegno istituzionale di Sindaco con quello di Presidente del Comitato promotore?
Al di là dei diversi ruoli istituzionali, il lavoro che stiamo facendo è molto integrato. Voglio dire che il programma Matera 2019 è fortemente connesso al programma di sviluppo della città. Anzi, posso ribadire che Matera 2019 è il più grande progetto politico per la città di Matera e per la Basilicata degli ultimi 30 anni.
La Fondazione, creata a settembre, è un organismo di continuità rispetto al Comitato o ci sono differenze sostanziali?
La Fondazione è l’organismo che ci consentirà di organizzare al meglio la governance di questo percorso, i finanziamenti che abbiamo messo in campo e le iniziative che intendiamo realizzare.
Leggo nello Statuto che “la Fondazione ha durata fino al 31 dicembre 2022”. C’è quindi l’intenzione di promuovere Matera e la Basilicata anche oltre il 2019?
Assolutamente si. Questa avventura non finisce nel 2019, ma va oltre. Si tratta di un processo che crediamo non debba fermarsi mai per avvicinare sempre di più il sud Italia all’Europa.
Ho letto su organi di stampa che la Fondazione ha stanziato 50 milioni di euro per Matera 2019. Sono interamente soldi pubblici o sono previsti anche contributi privati? Che cosa finanzieranno nello specifico?
La Fondazione ha un portafoglio di 30 milioni di euro, 25 derivanti dalla Regione Basilicata e 5 dal Comune di Matera. Il programma culturale prevede un investimento di 52 milioni di euro. Per raggiungere questa cifra contiamo su una sponda dello Stato e su un grande apporto di privati, oltre a una intensa attività di merchandising.
Tanto il Comitato che la Fondazione vedono al loro interno presenza pubblica e partnership privata. E’ stato difficile coinvolgere i privati nel processo di partecipazione?
E’ stato difficile all’inizio convincere le aziende a immaginare il loro apporto così in anticipo rispetto al 2019. Ma, dopo l’ingresso in short list insieme alle altre cinque città, tutto è diventato più facile. Mentre all’indomani della nomina abbiamo una grande fila di privati che vogliono stare con noi.
Ora che la scelta su Matera è stata compiuta, potrebbe esserci il rischio che qualche organizzazione fiuti solo la parte affaristica e tenti di agganciarsi al carro del vincitore?
Lo impediremo.
Qual è stato il ruolo dei giovani finora e cosa prevede da qui al 2019?
I giovani sono stati il punto di partenza visto che tutto è nato dal basso, cioè da un’associazione di ragazzi che nel 2008 diede il via a questa sfida. Oggi stiamo lavorando moltissimo con le scuole, attraverso progetti di collaborazione, di coproduzione e di formazione.
Quali iniziative e progetti sono previsti per accompagnare il percorso verso il 2019?
Nel dossier abbiamo costruito un grande programma culturale che mette al centro i cittadini. Nelle prossime settimane pubblicheremo i primi bandi per dare l’opportunità ai cittadini di formarsi su diversi temi, come la tecnologia digitale e il management culturale. Vogliamo formare l’abitante culturale offrendogli una “cassetta degli attrezzi” perché possa contribuire direttamente alla realizzazione del programma del 2019.
E quale sarà il fulcro del 2019? Ci sarà un’iniziativa trainante?
Ci sono due progetti pilota. L’Open Design School e l’I-DEA, l’Istituto Demo Etno Antropologico (consultabili sul sito).
Avete concordato o ipotizzato partnership con altri Enti locali italiani?
L’ho già detto in precedenti occasioni e lo ribadisco ora. Le altre città che come noi hanno lavorato per questa candidatura si tenessero pronte perché lavoreranno insieme a noi per cambiare il Paese attraverso la forza dirompente della cultura.
Prevede un impatto per Matera anche dall’estero, in termini di partecipazione diretta o di opportunità per il turismo locale?
Già con l’ingresso in short list abbiamo avuto una crescita esponenziale del turismo. Con questa designazione pensiamo di passare dalle circa 200mila presenze all’anno a 800mila. Ovviamente staremo ben attenti a gestire questa crescita in termini di sostenibilità ambientale.
Siamo in un periodo di forte discussione riguardo alla Legge di Stabilità 2015 e in generale sulle difficoltà socio-economiche che attraversano tutto il nostro Paese. Ci sarà una ricaduta positiva per la cittadinanza locale grazie a Matera 2019?
Molti studi sulle capitali europee della cultura dicono che, per ogni euro investito, ne ritornano 8. Se pensiamo di investire 52 milioni di euro nel programma culturale e circa 600 milioni in infrastrutture, fate il conto voi.
Matera 2019 sarà anche l’occasione per confermare che cultura ed economia possono andare d’accordo?
Assolutamente si. Le cifre di cui parliamo ci dicono che con la cultura si mangia, altroché. E si cresce.
Per concludere: cosa desidera di più per questi cinque anni di avvicinamento alla meta fatidica?
Mi aspetto che Matera diventi la punta più avanzata di un Mezzogiorno che si rimette in moto grazie a un cambiamento culturale delle persone.
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Dalle parole del Sindaco emerge una sensazione di comunità, attenta alla tradizione, ma molto ben proiettata verso il futuro. Ed è interessante che i giovani siano protagonisti, fin dall’inizio. Adesso Matera ha molto da fare e adesso comincia la vera sfida, dopo aver superato la “concorrenza” di città italiane importanti. E’ un percorso da seguire e sostenere con attenzione, proprio perché lo spirito è quello del coinvolgimento, è quello del vivere appieno una grande opportunità, è quello di una città che vuole aprirsi all’Europa nel segno del connubio tra tradizione e innovazione.


