Di Nunzio: da “Fantaghirò” al cinema horror e adesso Mandela a Roma
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- Scritto da Rosanna Gattuso
La statua di Nelson Mandela da pochi giorni è in mostra al Museo delle Cere di Roma. Per conoscere i retroscena della sua creazione siamo andati a parlare con Francesca Romana Di Nunzio, la scultrice che l’ha realizzata e che in passato ha collaborato con diversi artisti della storia del cinema e della televisione come Dario Argento, Lamberto Bava, Michele Soavi, Carlo Rambaldi, Sergio Stivaletti, Vittorio Sodano e Manlio Rocchetti. Per quest'ultimo ha realizzato recentemente effetti di invecchiamento per un film di Pupi Avati, gli effetti per Tali e Quali Show e prima, nel 2008, un importante lavoro scultoreo per il film "Shutter Island" diretto da Martin Scorzese.
Le statue di “Il Padrino” di Francis Ford Coppola e gli effetti speciali per la miniserie televisiva “Fantaghirò” di Lamberto Bava sono solo alcune delle sue opere più famose.
1) L'idea di realizzare la statua di Nelson Mandela per il Museo delle Cere di Roma da chi è partita?
L'idea è stata di Fernando Canini, proprietario del Museo Delle Cere di Roma, con il quale collaboro e per il quale ho realizzato alcuni ritratti iperrealisti come Padre Pio, Vladimir Putin, Eduardo e Peppino De Filippo ecc.. Certo l'occasione di ritrarre Mandela è stata molto appassionante per me, un uomo che ho ammirato e amato per il suo pensiero e il suo operato.
2) Che materiale ha usato per la realizzazione della statua? Ci può descrivere brevemente le sue caratteristiche principali?
Il modello scultoreo del ritratto è realizzato in argilla a grandezza naturale. Nei passi successivi viene tradotto in silicone, poi si passa al make-up e si applicano capelli e sopracciglia per ottenere un risultato di finitura iperrealista.
3) Tra il 1991 e il 1993 ha lavorato per gli effetti speciali del celebre sceneggiato “Fantaghirò”. Quali sono le opere che ha realizzato?
Fantaghirò è stata una delle mie prime collaborazioni con Sergio Stivaletti, regia di Lamberto Bava. In quell’occasione ho realizzato i modelli scultorei di molti personaggi fantastici come scope parlanti, cavalli, alberi, radici, innaffiatoi, pesci, rospi, una papera ecc…Forse quella che più mi è rimasta nel cuore è la “pietra torna indietro”, anche lei parlante come tutti gli altri personaggi, grazie ai meccanismi realizzati da Stivaletti e a detta di molti buffamente somigliante a Lamberto Bava, soprattutto nelle espressioni.
4) Sappiamo che ha collaborato con diversi personaggi del mondo del cinema e dello spettacolo. Con quale si è divertita di più? E perché?
Difficile dire qual è stata la collaborazione e il lavoro più divertente, ma con piacere citerei “Della Morte e Dell'Amore”, un delizioso film del 1994 diretto da Michele Soavi, tratto dal romanzo omonimo di Tiziano Sclavi. Fu un'ottima e piacevole collaborazione di squadra sia negli effetti speciali curati da Stivaletti con vari attori/zombi, che nelle realizzazioni scenografiche di cui in parte mi sono occupata, nello specifico della costruzione dell'ossario che realizzammo e mettemmo in opera all'interno di un vero cimitero sconsacrato a Guardea. Molto lavoro, molte risate e soprattutto un ottimo film come risultato, ancora oggi più che valido. Recentemente è stato molto divertente anche il lavoro fatto per il programma televisivo “Tali e Quali Show“. Con la Rocchetti&Rocchetti abbiamo realizzato tutte le protesi scultoree per “cambiare faccia” letteralmente agli attori e ai cantanti. E’ stata un'esperienza folle, una corsa pazzesca ma molto divertente, sia in corso d'opera che nel risultato.
5) Quante statue ha realizzato nel corso della sua carriera? E quali sono le più significative per Lei?
Onestamente non ho idea di quante sculture ho realizzato fino ad ora, ma considerando un trentennio di lavoro nel settore posso dire parecchie. Sicuramente ognuna di esse è stata speciale perché con ognuna ho fatto un po’ di strada in più nel mio percorso professionale.
6) Qual è stata la molla che l'ha spinta a diventare una scultrice? Era il Suo sogno sin da bambina?
L'entusiasmo nei confronti della scultura si è confermato in me con la scelta degli studi, l'Accademia di Belle Arti che frequentai a Roma mi diede l'occasione di approfondire lo studio della scultura classica e dell'anatomia umana, aiutata da una Roma esageratamente ricca e generosa di opere e musei meravigliosi nei quali andare a studiare e disegnare. Con entusiasmo e tenacia ho intrapreso presto questo bellissimo e faticoso mestiere misurandomi in un mondo lavorativo, anche in quello della scultura scenografica, ai tempi quasi esclusivamente maschile.
7) Per quanto riguarda il futuro, quali sono i suoi progetti in cantiere?
Sto lavorando per diversi progetti, in buona parte diretti al mondo dell'arte. Uno in particolare forse complesso ma di sicuro riscontro, del quale parlerei volentieri più avanti. Mi auguro comunque, e sarebbe un buon risultato, di riuscire a realizzarne almeno la metà di quelli che già affollano la mia mente.
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