Ritratti di invisibili e rifugiati

Scritto da Dario D'Orta

roma-trastevereAl Museo di Roma in Trastevere fino al 28 settembre 2014 sono in mostra due reportage fotografici che ritraggono il mondo degli invisibili e dei rifugiati: “Born Invisible” di Sheila McKinnon e “Refugee Hotel” di Gabriele Stabile.

Born Invisible è il progetto ideato dalla fotografa canadese Sheila McKinnone curato daVictoria Ericks. Attraverso una

StabileMcKinnon

 selezione di cinquanta fotografie e un video di presentazione, la mostra tratta dell’eredità del silenzio, dell’inaudibile presenza di ragazze e donne senza una voce; anime ed esseri trascurati, i cui destini sono gestiti senza il loro consenso.

 

Utilizzando una tecnica unica nel linguaggio artistico, McKinnon ha sviluppato il suo lavoro elaborando un processo creativo per cui ogni immagine può essere trasformata per diventare rappresentazione significativa di migliaia di vite. L’artista scopre “nuovi modi di vedere” le immagini senza abbandonare la potenzialità del contenuto compositivo. McKinnon usa il colore in un modo figurativamente seducente, come un’esca per attirare la nostra attenzione verso il soggetto centrale: la vita della figura nel fotogramma.

 

StabileMcKinnon - CopiaRefugee Hotel - 50 scattirealizzati dal fotografo Gabriele Stabile dal 2006 al 2012 in bianco e nero e kodachrome - è il racconto di un viaggio dei rifugiati appena sbarcati negli Stati Uniti che inizia con la prima notte americana, passata in un motel sulla strada dell'aeroporto. Un rifugiato è per definizione una persona che ha attraversato un confine per sfuggire a persecuzione religiosa, politica, sessuale o etnica. Ogni anno decine di migliaia di rifugiati vengono reintegrati negli Stati Uniti.  

 

Per sei anni, in collaborazione con l'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni e altri importanti gruppi umanitari, Gabriele Stabile ha lavorato in diversi Stati dell'Unione per fotografare rifugiati cubani, africani, asiatici e mediorientali, dal momento in cui entravano in America attraverso il cruciale e doloroso processo di reinserimento.

Fonte: www.museodiromaintrastevere.it

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